Miglior Cortometraggio: “Il viaggio del Piccolo Principe di Nicola Sorcinelli” (Meritevole e delicato racconto che affronta tematiche forti e complesse, riuscendo a sviluppare una narrazione sapiente e mai banale, attraverso l’uso di una macchina che eleva l’apparato simbolico visivo, restituendo allo spettatore il dramma di un destino incrociato, sospeso tra attesa e speranza. Il viaggio si compie e si completa dove gli aneliti dei personaggi diventano quelli sintetici di un’immagine assoluta).
Gran Premio della Giuria: “Paper Memories di Theo Putzu” (Tra ricordi di carta intappolati nell’inchiostro di una pagina o impressi su una fotografia, si dipana un brillante racconto emozionale, frutto di una riuscita scrittura lirica che procede, in maniera bilaterale, unendo ogni singolo fotogramma di una metalinguistica stop-motion. Brilla la verticale ricerca sintattico-emozionale della solitudine, fino alla sintesi e convergenza finale che, come accade, rappresentano il necessario ritorno alla cornice di un’immagine, luogo caldo e sicuro per la memoria).
Miglior Sceneggiatura: “Il Garibaldi senza Barba di Nicola Piovesan” (Parodistica reniterpretazione del genere o meglio del de-genere, in chiave arguta e ritmicamente aggressiva. Il codice chiama in causa il codice stesso e tutto l’apparato citazionale crea un linguaggio attraente e sematicamente originale, ideale per raccontare l’epoea degli anti-eroi di provincia. Tentativo di improbabile riscatto per una generazione abbandonata, il non-sense diventa qualcosa di simbolicamente più profondo di un semplice artifizio narrativo).
Miglior Fotografia: “In My Prison di Alessandro Grande” (I cromatismi dell’immaginazione si mescolano al dramma in maniera complementare e il costante rapporto di luce-ombra lascia progressivamente il passo a un contrasto che diventa sempre più morbido fino al visionario finale. Tra i luoghi oscuri della vita, la luce si insinua costantemente, fino a distruggere la cortina di paura e di terrore della irreversibilità. “In My Prison” è un riflettore acceso sulle possibilità e sulla potenza dell’immagine cinematografica).
Miglior Attore in Assoluto:( LELLO SERAO ) “Eroico Furore di Francesco Afro De Falco” (Giordano Bruno torna nella sua terra e lo fa nella maniera più caustica e diretta. A dispetto della Storia e della letterarietà di un racconto oscuro ed ermetico, il protagonista mette in gioco tutta la sua visceralità e il suo diretto e panteistico amore per la vita. La parabola dell’uomo senza appellativi di sorta si compie in forma astrale, scintillando tra pusillanimi capaci solo di semplificare il giudizio. Riflessione moderna e interpetazione coraggiosa per un’opera cinematograficamente eretica)
Miglior Montaggio “Oggi gira così di Sydney Sibilia” (Il tubillon di scatole cinesi dell’azione drammatica si apre e si chiude in maniera spasmodica in un racconto che riesce sempre a sorprendere per piglio analitico e costruzione di un ironico approccio linguistico molto contemporaneo. Scegliendo un ritmo che rovescia continuamente il senso della micro-struttura per incidere su quello della macro-struttura, la tessitura dei tagli sviluppa una scrittura finale organica mai prevedibile e sicuramente accattivante per lo spettatore)
Menzione speciale “Mai…così vicini” ( la satira sconfina facilmente nel grottesco mantenendo un tono di esuberanza mista a coraggio di scelte narrative, grazie anche ad un parco attrici che rende il tutto sapientemente goliardico. Una sfumatura lenta di scaramantico brio, che rende giusta la scelta dei canoni e degli stereotipi da interno, calcati sapientemente fino ad un limite tollerabile )
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